Rinoplastica Anzio

Suggerimento: se un Intervento chirurgico per la prima non entra in Questione, poi, con il nuovo Strumento “Rhino Correct”, molto interessante.

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Grande osso nasale Immagine del Naso di una Donna prima della Rinoplastica

Che cosa è un intervento di Rinoplastica?

Rinoplastica o di una Rinoplastica è l’Rimodellare la Cartilagine e l’Osso nel Naso per questo, sia per Ragioni estetiche, per abbellire o per Problemi di salute, la maggior parte con la Respirazione a che fare, per risolvere il problema. Oggi sono Nasenoperationen diffusa, e molte Cliniche pubblicizzare e offrono i loro Servizi.

Per Voi solo il Meglio? Qui Si impara cosa è fattibile.

Naso OPs, solo eseguite da Chirurghi o di chirurgia plastica Facciale o del Collo e Kopfchirurgie sono ammessi. Tuttavia, un Certificato di per sé non è che il Chirurgo Esperto in questo Campo.

Per un Risultato ottimale è un sacco di Esperienza del Medico è necessario. Un buon Modo per sapere se un Chirurgo di Esperienza, e se si su questo Tipo di Intervento specializzato, le sue precedenti Opere di vedere (dovrebbe avere una vasta Gamma di Clienti Foto) e i risultati finali di merito.

Se il suo Lavoro precedente, noterete che una delle Caratteristiche di un buon Chirurgo, quello di sapere se i vecchi Clienti visibili Cicatrici avere, soprattutto in caso di Nasenkorrekturen, per i quali aperto Tagli, poiché qui visibili i Tagli tra le Narici.

Si noti anche che è facile, Cicatrici interne, Tagli a nascondersi, perché nel Naso e che, pertanto, si è qui l’Artigianato non sulla base di Fotografie, in grado di valutare.

Esempio di un Top Rinoplastica Risultato di un Chirurgo

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Venite a Fare una OP in Questione?

Le operazioni al Naso, a partire dalle 15 Anni. Nei Pazienti più giovani c’è il Rischio che Crescita falsare il Risultato. Oltre agli Aspetti fisici, cambiare cosmetici OPs, il Look, che influisce sulla Psiche del Paziente. Ogni potenziale Cliente dovrebbe essere i vantaggi e gli Svantaggi per valutare la sua Situazione. Dopo una Consultazione, il Medico può la Richiesta a causa di Salute o Wachstumsrisiken o Rischi di Natura psicologica rifiutare. Le operazioni di Pazienti giovani o I bambini sono, in generale, dai migliori Chirurghi nel modo che preferisci, fino a questo fisicamente e spiritualmente maturo. Poiché Naso OPs, l’Apparizione del Volto di cambiare, è la Maturità spirituale indispensabile per affrontare le Reazioni dell’Ambiente.

Che cosa sono i soliti Costo di una Rinoplastica a Anzio?

I Prezzi di un Naso OP variiren. A Anzio costo iniziale o Primaria Rinoplastica tra €2.400 €10.000. Questo dipende dal grado di Difficoltà dell’intervento e l’Esperienza del Medico. Per assicurarsi il miglior Prezzo per una Rinoplastica, sempre più Chirurghi a confronto. Tuttavia, si deve anche notare che la Domanda non è un buon Criterio per un soddisfacente Risultato finale di ottenere, e che “di lusso” spesso aumentato la Necessità di ulteriori Operazioni di un altro Chirurgo di eseguire. Un pasticcio chirurgia nasale può Cicatrici permanenti sul Viso e fisico lasciare Conseguenze. Inoltre, i costi rivisto Nasenkorrekturen molto di più, sono più complesse di Esecuzione e di portare alto Rischio come il metodo originale.

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Sostegno Finanziario?

Per interventi di Chirurgia estetica si riceve alcun Sostegno finanziario delle Casse malati o dal Ministero della salute. Nei Casi In cui un Intervento a causa di i suoi problemi di salute, è probabile che i Costi per le Procedure mediche (per Esempio in caso di difficoltà Respiratorie) sia di Casse anche il Ministero della salute preso. Inoltre, è improbabile Retribuzione dal Datore di lavoro, a causa di Inabilità al lavoro, quando un Intervento a causa di Ragioni estetiche.

Che cosa aspettarsi?

Di solito dura la Rinoplastica un paio di Ore e i Pazienti devono in genere non dura più di 12 Ore presso la Clinica o l’Ospedale. Dopo l’intervento chirurgico può causare Dolore e Lividi, che con Antidolorifici sfida. Il Gonfiore e Lividi guariscono maggior Parte entro due Settimane. La Guarigione completa può, tuttavia, tra i sei Mesi e un Anno. Particolare Attenzione è valida per le prime due Settimane. Fumare in Tempo può causare perdita di sangue dal naso. Inoltre, si deve evitare di essere schnäuzen. Viene anche consigliato, Pressione dall’esterno per 6-8 Settimane, per evitare, in quanto le Ossa ancora solidificare. I pazienti devono avere anche un minimo di 4 Settimane di attesa prima di Attività sportive esecuzione, dal momento che le Ossa così bisogno di molto tempo (a volte anche qualcosa di più) per guarire.
Rinoplastica è una grande Opzione per il Naso che Hai sempre voluto. Si tratta di un Miglioramento permanente e se la Correzione di un esperto e abile Chirurgo, è possibile per una forma perfetta del Naso, senza Cicatrici visibili. Il Risultato finale permette alle Persone i propri problemi di Salute da affrontare, migliorare il loro Aspetto e la Fiducia in se stessi per vivere una Vita piena.

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Rinoplastica a Tivoli – dove andare?

Le tecniche operatorie per il rimodellamento del naso oggi sono evolute al punto da non lasciare alcuna traccia antiestetica. Ma decidere per un naso “nuovo” è un’operazione che va meditata a fondo con un chirurgo che sappia disegnare un intervento ad hoc. Perché la diversità di ciascuno va rispettata anche con un naso…su misura.

Il naso riveste un posto importante nella posizione degli elementi del viso. È la parte più sporgente della testa, posto proprio tra gli organi di maggiore comunicatività: gli occhi e la bocca, quindi non è possibile non notarlo e a nulla valgono acconciature o make up per dissimularne eventuali difetti.
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Eppure è davvero impossibile fare l’identikit del naso perfetto e così come un bel naso rischia di non essere assolutamente notato, un naso dismorfico salta immediatamente all’occhio, offuscando la bellezza e l’espressività di un viso magari interessante. Questo perché un naso che si definisce bello è il naso che sparisce! Quest’organo non deve attirare l’attenzione distogliendola da occhi e bocca, ma deve fondersi armoniosamente nei tratti dell’intero viso, addirittura dell’intera persona, con corpo e carattere.

La scelta del profilo, perciò, per non rivelarsi un clamoroso errore che “puzza di rifatto”, non deve prescindere dallo studio peculiare delle caratteristiche corporee e caratteriali del paziente e, in modo particolare, dei diversi parametri del viso. Già Leonardo da Vinci teorizzava alcune regole razionali della bellezza del volto umano: con la persona vista di fronte, la posizione degli occhi dovrebbe trovarsi alla metà esatta dell’altezza della testa, la larghezza della bocca non dovrebbe superare la distanza tra le iridi e il naso, per essere giudicato bello, dovrebbe rientrare nei limiti di lunghezza pari ad un terzo dell’altezza del viso, così come gli altri due piani (il mento e la fronte).

Questi parametri puramente matematici possono dare un’indicazione di massima, ma fondamentale è l’esperienza di un bravo chirurgo data dall’osservazione delle caratteristiche fisiche del paziente, come la qualità dei tessuti e la particolarità della dismorfia. “Non è detto infatti che una rinoplastica debba necessariamente interessare tutte le componenti del naso: parti ossee, cartilaginee, mucose e cutanee. L’intervento può essere studiato e realizzato in versione mini, o localizzata al singolo problema”. La rinoplastica infatti può risolvere i difetti congeniti o acquisiti (in seguito a incidenti, ad esempio) del naso e del setto nasale. “È possibile intervenire per correggere la lunghezza del naso, la curva del dorso, cioè il cosiddetto gibbo, l’ampiezza e la forma delle narici o della columella ed è possibile modificarne la punta, correggendone dimensione e proiezione. La rinoplastica risolve inoltre eventuali problemi legati alla respirazione, se questi sono dovuti ad un problema di deviazione del setto”. Per ciascuna singola dismorfia, assicura il dottor Pallaoro, viene studiata la procedura adeguata.
Studio
preliminare

Uomo o donna? Carattere deciso o affabile? Volto dolce o volitivo? Corporatura esile o robusta? Tessuti spessi o sottili? Sono queste solo alcune delle valutazioni che il chirurgo svolge nel corso della visita preliminare per lo studio della rinoplastica di nuova concezione. È l’indagine a 360° sulla persona fisica e caratteriale che guida la scelta del tipo di intervento è quasi una commistione tra gusto e scienza, una sorta di creazione scultorea.

In effetti, l’appellativo “naso rifatto” nasce in tono dispregiativo nei confronti dei nasi tutti simili che si potevano riconoscere fino a non molto tempo fa (a volte tuttora!) frutto di chi non soppesa adeguatamente ogni aspetto della persona, ma realizza quasi “in serie” una procedura standard. E in questo modo standard sarà anche il risultato finale. Chi apprezzerebbe un nasino alla francese su un uomo dal carattere deciso? Oppure una morbida curva all’insù in un volto spigoloso? Ecco perché, al di là dei parametri di armonia geometrica, è necessario considerare il complesso della struttura fisica e psicologica di chi ci si trova di fronte.

Rinoplastica a Tivoli in provincia di Roma
Quanto costa operarsi al naso? La rinoplastica è una procedura che s’ interessa di svariati inestetismi che possono presentarsi addirittura combinati tra di loro. Gli inestetismi più frequentemente oggetto d’ intervento sono il naso lungo, il naso largo, il gibbo, le narici troppo larghe, la columella procidente, l’ asimmetria nasale e il setto deviato. È facilmente comprensibile che ogni procedura ha una diversa difficoltà e richiede conseguentemente una specifica capacità da parte del chirurgo estetico.

Rinoplastica: Costo paziente 1 primaRinoplastica: Costo paziente 1 dopo

Questa paziente presenta un naso caratterizzato da gibbo, narici troppo ampie ed eccessiva lunghezza complessiva. L’ intervento presenta quindi complessità elevata perchè deve ridurre la lunghezza del dorso e delle narici ed eliminare il gibbo. Un costo indicativo per questa rinoplastica è di 5000 – 7000 euro.

Rinoplastica a Pomezia – a chi affidarsi?

Rinoplastica a Pomezia

Quando vi sottoponete a qualsiasi forma di intervento chirurgico per migliorare il vostro aspetto, una delle prime cose che dovreste tenere a mente è che non ne uscirete con cicatrici evidenti. Potreste accertarvi che la chirurgia estetica rimanga cosa tra voi ed il vostro chirurgo. Nel momento in cui diventa di dominio pubblico, potrebbe essere un problema, soprattutto se siete una persona conosciuta o che fa molta vita sociale. In effetti, una delle più grandi paure per molti è oggi quella di essere messi in discussione se ci si sottopone ad interventi estetici che lasciano segni visibili. Per queste persone, l’opzione della rinoplastica chiusa è forse la soluzione migliore.
Rinoplastica chiusa – Intervento

Con la rinoplastica chiusa, il chirurgo esegue l’intervento chirurgico al naso senza lasciare all’esterno alcun segno visibile. Tutto l’intervento è condotto dall’interno ed il chirurgo lavorerà sul naso attraverso incisioni praticate all’interno delle narici. Quindi, le incisioni sono tutte limitate all’interno del naso. Utilizzando questa procedura, i chirurghi possono eseguire la maggior parte del lavoro di rimodellamento. Tuttavia, in casi particolari come nella chirurgia secondaria, il chirurgo potrebbe optare per eseguire la rinoplastica aperta. Data la natura dell’intervento, le cicatrici all’esterno sono minime o praticamente inesistenti.
Che cosa dovreste sapere prima della procedura?

Ci sono pochi rischi di cui è necessario essere a conoscenza prima di sottoporsi all’intervento vero e proprio. La maggior parte di questi rischi sono generici e riguardano tutti gli interventi chirurgici. Potreste spaventarvi dinanzi alla lista dei rischi, ma tenete presente che la maggior parte essi è molto rara e sono inclusi nell’elenco solo per motivazioni di carattere medico legale. È solo per dire che queste complicazioni sono possibili, ma la possibilità che accadano è praticamente quasi nulla. Quindi, dovreste procedere e fare l’intervento senza essere particolarmente preoccupati per questi rischi, dal momento che vi sarete rivolti ad un buon chirurgo.

Tuttavia, potreste avere ancora il desiderio di conoscere i rischi connessi con l’intervento di rinoplastica chiusa. Questi includono complicazioni come le infezioni, il sanguinamento, la perdita o la riduzione dell’olfatto, variazioni anomale alla forma del naso e danni al setto nasale. Gli effetti collaterali della rinoplastica chiusa possono essere dolore, gonfiore, rigidezza, intorpidimento, difficoltà nella respirazione, cicatrici retraenti ecc. Queste complicazioni ed effetti collaterali sono osservati più frequentemente in pazienti che rifiutano di seguire le istruzioni prescritte per il periodo di recupero. Di conseguenza, a volte necessitano di altri interventi per correggere ciò che è stato causato da precedenti operazioni o procedure alternative.
Rinoplastica chiusa – Recupero

Rinoplastica a Pomezia
Di conseguenza, è opportuno che conosciate il modo esatto in cui guarire da un intervento chirurgico di rinoplastica chiusa, in modo da non finire per richiedere interventi chirurgici o procedure supplementari finalizzati rimediare il primo intervento. Il periodo di recupero dalla rinoplastica chiusa non è un tempo particolarmente lungo e ci si può aspettare di uscire e svolgere le proprie normali attività in un paio di settimane. Tuttavia, se vi ostinate ad impegnarvi in attività faticose, o se non ottemperate alle semplici raccomandazioni datevi dal chirurgo, potreste sviluppare delle complicazioni. La peggiore di tutte sarebbe probabilmente un’ infezione, che potrebbe rovinare il lavoro di rinoplastica e richiedere ulteriori interventi correttivi.
Cosa aspettarsi dalla rinoplastica chiusa

Una volta che avete stabilito di sottoporvi ad un intervento di rinoplastica chiusa, dovreste avere delle aspettative realistiche. Questo è il tipo di intervento chirurgico su cui optare per le operazioni di rimodellamento del naso di piccola e media entità. Se avete bisogno di fare sul vostro naso un lavoro più complesso, allora la rinoplastica chiusa potrebbe non bastare. Infatti dovreste considerare la rinoplastica aperta in questi casi. Non solo è più efficace, ma sarete anche in grado di ottenere risultati migliori. Dovreste essere in grado di ottenere il rimodellamento del naso più o meno nel modo in cui volete che sia, senza che ciò costituisca un impegno impossibile per il vostro chirurgo.

Rinoplastica a Fiumicino – dove andare?

Rinoplastica a Fiumicino

Quando si decide per una rinoplastica aperta, ci sono una serie di cose che si dovrebbero considerare e tenere a mente, in quanto potreste essere titubanti dal momento che si tratta di modificare il vostro volto. Dovreste sapere qualcosa di più sulla procedura prima di sottoporvisi, in quanto implica alcune cose da considerare. Anche se la procedura è molto lineare e semplice, si potrebbe desiderare di avere un maggiore grado di consapevolezza al riguardo e avere più dettagliate informazioni su di essa in modo da non finire per optare per una procedura chirurgica che non sia esattamente l’optimum per voi.
Chi si qualifica per la rinoplastica aperta?

Fondamentalmente, ogni persona che vuole sottoporsi ad un intervento di rinoplastica, con la sicurezza di ottenere buoni risultati. Tuttavia, se ci sono alcune situazioni o circostanze particolari legate alla vostra salute che dovrebbero essere rese note, si dovrebbero rivelare al chirurgo e assicurarsi che egli le tenga nella dovuta considerazione. Non lasciate che le cose passino inosservate, poiché rivelare tutte le informazioni è molto vitale e importante. In alcune condizioni, ciò potrebbe anche fare una grande differenza sul risultato del vostro intervento chirurgico. Se non desiderate incorrere in inconvenienti di alcun tipo, allora dovreste avere cura di osservare questa indicazione.

A meno che non sussistano circostanze particolari, non ci dovrebbe essere ragione per cui il chirurgo non ritenga di dover eseguire  bene l’intervento di rinoplastica aperta. In realtà, la maggior parte dei chirurghi sarà effettivamente in grado di eseguire una rinoplastica aperta in quanto è una procedura chirurgica che presenta dei vantaggi rispetto alla rinoplastica chiusa. Essa dà ai chirurghi un maggiore controllo e la visione diretta delle strutture sulle quali si agisce, aumentando la capacità di intervenire come si desidera. In realtà, si potrebbe essere sorpresi del gran numero di individui che optano per questo intervento rispetto agli altri. Anche se risulta appena più invasiva rispetto alla rinoplastica chiusa, la rinoplastica aperta è ancora una scelta molto popolare.
Rinoplastica aperta – Rischi e complicazioni

Rinoplastica a Fiumicino

Poiché si tratta di una procedura chirurgica, esistono rischi connessi con questo particolare intervento e dovreste esserne a conoscenza per evitare complicanze più tardi. Dopo tutto, ognuno di noi vorrebbe eseguire un intervento con tutte le massime precauzioni possibili. Con la rinoplastica aperta, alcuni dei rischi includono gli ematomi, l’infezione della ferita chirurgica, alterazioni della qualità delle cicatrici, una cattiva reazione all’anestesia generale o anche embolia polmonare nei casi più gravi.
Naturalmente, questi sono i rischi che possono essere estesi a tutti gli interventi chirurgici. Altri rischi che sono specifici per la rinoplastica aperta includono alterazione della qualità della cicatrice transcolumellare, o anche una columella retratta. Ricordate che questi rischi e le complicanze sono estremamente rari e un chirurgo plastico specializzato raramente incorrerà in tali problemi. Si può trarre conforto nel fatto che un numero considerevole di pazienti si sottopongono alla rinoplastica aperta ogni anno, il che significa che le tecniche si sono evolute in misura abbastanza significativa da poter riporre fiducia in esse.
Rinoplastica aperta – Intervento e recupero

Nella rinoplastica aperta le incisioni sono realizzate all’interno delle narici, nonché sulla columella. Grazie a questo approccio, i chirurghi sono in grado di controllare sotto visione diretta le strutture che intendono rimodellare, ottenendo in questo modo i risultati che vi siete prefissati. Se desiderate che sia fatto un lavoro ad ampio raggio sul vostro naso, allora la rinoplastica aperta è la procedura adatta a voi. Il periodo di recupero si estende normalmente da quattro a otto settimane, dopodiché dovreste recuperare appieno la funzionalità del naso e mostrarlo con orgoglio al resto del mondo! La maggior parte dei pazienti che si sottopongono alla rinoplastica aperta rimangono molto soddisfatti dei risultati raggiunti e quei pochi che non lo sono, possono successivamente ricorrere ad una procedura di rinoplastica secondaria al fine di modificare anche i minimi dettagli.

Rinoplastica a Guidonia Montecelio – Dove andare?

Rinoplastica a Guidonia Montecelio
Interventi di rinoplastica per miglioramenti estetici e funzionali

La chirurgia plastica del naso (rinoplastica) presenta varie peculiarità che richiedono una vasta ed approfondita conoscenza sia della componente fisiologica che di quella strutturale, senza ovviamente tralasciare una visione estetica. Grazie a studi specialistici sugli aspetti anatomici e funzionali del naso, il dr. Fabio Massimo Abenavoli è in grado di garantire un trattamento multidisciplinare nell’ambito degli interventi di rinoplastica, offrendo non solo un miglioramento estetico ma anche funzionale.

Tutto questo sempre all’interno di un contesto di naturalità e riservatezza, che fanno della tecnica chirurgica utilizzata una vera sorpresa per l’efficacia e per i risultati ottenuti.

Specialista in Chirurgia Plastica e Maxillo-Facciale oltre che in Otorinolaringoiatria il Dr. Abenavoli esegue interventi chirurgici di:

Rinoplastica a Guidonia Montecelio
Rinoplastica estetica “tradizionale”, utilizzando un accesso chirurgico endonasale
Rinoplastica “open”, che consente di accedere alle strutture osteocartilagine attraverso un taglio esterno, permettendo così un rimodellamento del naso più preciso. Utile in casi di rinoplastica secondaria o di particolare “deformità” o esigenze
Ricostruzione del naso (cartilaginea e ossea), rivolti a quei pazienti che, per interventi chirurgici non correttamente eseguiti, traumi, incidenti o altro presentano evidenti deformità
Chirurgia funzionale del setto e delle cartilagini, per recuperare la capacità di respirare correttamente, frequentemente associabile alla chirurgia estetica del naso.

Fissando un appuntamento con il Dr. Abenavoli e la sua équipe è possibile sottoporsi ad una visita specializzata, che permetterà di valutare il proprio caso e indicare la tipologia di intervento più adatta alla risoluzione del problema.

Rinoplastica a Latina – dove rivolgersi?

La rinoplastica costituisce un intervento chirurgico finalizzato al rimodellamento del naso, ovvero a una modifica della sua struttura ossea e cartilaginea in grado di migliorarne forma e funzionalità. Normalmente si ricorre alla rinoplastica per conferire al naso proporzioni più armoniche e per correggere eventuali problemi funzionali, causa di disturbi respiratori.I traumi del volto che portano a una deformazione della struttura nasale sono la causa più frequente del ricorso alla rinoplastica, ma anche eventuali deviazioni del setto di origine non traumatica possono compromettere la funzionalità respiratoria e rendere necessario un intervento.

Rinoplastica a Latina
In ogni caso il concetto di rinoplastica, intesa come riduzione generalizzata dello scheletro del naso, appare oggi decisamente superato, così come la distinzione tra rinoplastica estetica e funzionale. L’obiettivo primario di un intervento deve essere sempre quello di rispettare e, possibilmente, migliorare la funzionalità respiratoria del naso, in perfetto accordo con un suo perfezionamento estetico: un naso armonico e naturale, con proporzioni e angoli corretti, sarà anche in grado funzionare in modo ottimale.

In particolare, le modifiche che più frequentemente vengono effettuate tramite rinoplastica, riguardano:
– un miglioramento della punta in termini di definizione
– il raddrizzamento della linea del dorso del naso
– la modifica dell’angolazione con fronte o labbro superiore.
L’intervento
Il perfezionamento delle tecniche chirurgiche ha reso la rinoplastica un intervento semplice ed estremamente sicuro. A seconda delle necessità del paziente sono possibili due differenti approcci chirurgici: la rinoplastica chiusa e quella aperta.

Rinoplastica chiusa
Prevede, con accesso dalle narici, l’effettuazione di piccole incisioni all’interno del naso con le quali il chirurgo ha la possibilità di intervenire su ossa e cartilagine modificando la struttura dello scheletro.

Rinoplastica aperta
Più invasiva della tecnica “chiusa” e riservata a correzioni più complesse, la rinoplastica aperta viene eseguita incidendo dall’esterno il segmento di cartilagine che separa le narici (columella). In questo modo è possibile per il chirurgo controllare più direttamente l’esito dell’intervento.
Nella tecnica chiusa gli esiti cicatriziali sono ovviamente invisibili, in quanto all’interno delle narici, mentre in quella aperta risultano appena percettibili.
L’intervento, effettuato in anestesia generale o talvolta locale, a seconda della sua complessità e della tecnica impiegata, ha una durata media di un’ora, ma può andare da un minimo di mezz’ora a un massimo di 2/3 ore, e in molti casi è richiesta una notte di ricovero.
Quando all’intervento di rinoplastica è associato quello di settoplastica, ovvero una correzione di eventuali deviazioni del setto nasale, si è soliti parlare di rinosettoplastica.
Il recupero post-chirurgico
Grazie anche ai miglioramenti delle tecniche chirurgiche, l’intervento di rinoplastica non è oggi particolarmente invasivo e neppure doloroso nel post-operatorio.

La convalescenza è solitamente limitata ai pochi giorni necessari al riassorbimento del piccolo edema, e il paziente può riprendere la normale attività in breve tempo.
La guarigione di ossa e cartilagini avviene poi in circa una settimana, nella quale il paziente deve proteggere il naso con un tutore rigido. La ripresa di un’attività fisica intensa di solito può avvenire entro le 2/3 settimane.

Più delicata è la questione relativa alla completa ripresa della normale funzionalità della mucosa nasale: le alterazioni di quest’ultima conseguenti all’intervento possono ad esempio compromettere un meccanismo fondamentale per il benessere respiratorio chiamato clearance mucociliare, che aiuta la rimozione delle secrezioni. In questa fase, l’impiego di innovativi trattamenti a base di acido ialuronico rappresenta un importante passo avanti verso la miglior qualità della riabilitazione del paziente: diversi studi hanno dimostrato infatti che l’impiego di nebulizzazioni di acido ialuronico 0,3% (nome commerciale Yabro®) accelera il pieno recupero funzionale del naso, favorendo la lubrificazione e la rivitalizzazione della mucosa. L’acido ialuronico è una sostanza presente normalmente nei nostri tessuti, indispensabile per conferirgli elasticità e idratazione, e la somministrazione tramite nebulizzazioni ne rende immediata la disponibilità a livello della mucosa nasale: qui, grazie alla sua azione biostimolante, aiuta la cicatrizzazione e la rigenerazione cellulare. Normalmente 2 settimane di nebulizzazioni quotidiane, a partire dal terzo giorno successivo all’intervento, sono sufficienti a ritrovare la piena funzionalità nasale.

Otoplastica a Roma – Dove conviene andare

Otoplastica delle orecchie
Il problema delle orecchie a sventola o prominenti coinvolge spesso l’individuo fin dalle prime fasi della socializzazione, poiché è un difetto fisico che spesso viene evidenziato dagli altri e può causare disturbi psicologici alla persona.

La otoplastica è l’intervento che corregge le orecchie a sventola o orecchie prominenti.

Otoplastica-orecchieL’intervento di otoplastica non è indispensabile, da un punto di vista funzionale, ma ha una forte rilevanza sul piano psicologico, in quanto le orecchie a sventola possono creare imbarazzo, già da bambino, e condizionare sicurezza ed autostima e diventare un problema personale.

Anatomia dell’ orecchio

L’otoplastica, dunque, rappresenta la soluzione definitiva al problema delle orecchie sporgenti, donando al volto del paziente un’armonia totalmente migliorata. Attenzione però, perché l’intervento di otoplastica non serve a ridurre la grandezza dei padiglioni, bensì eliminare solo la sporgenza e renderli meno evidenti nella proiezione.
Prescrizioni prima dell’intervento di ototplastica
Una volta deciso di effettuare l’operazione di otoplastica, il chirurgo effettuerà una visita pre-operatoria nella quale, come di consueto, raccomanderà di non assumere medicinali contenenti acido acetilsalicilico, e di effettuare gli esami del sangue per analizzare il livello di coagulazione.
Valutazione pre-operatoria
L’esame clinico e fotografico, consentirà al chirurgo di avere una situazione chiara su eventuali malformazioni della mandibola del paziente e avere già una proiezione sullo stato di deformazione dell’orecchio.
Tecnica operatoria

orecchio L’intervento viene eseguito da un chirurgo plastico o da un chirurgo estetico in anestesia locale, senza ricovero notturno ovvero in regime di Day Hospital con dimissione dopo poche ore dall’intervento.
L’operazione consiste nell’effettuare un’incisione dietro le orecchie e successivamente si prosegue con la rimozione di una piccola losanga di cute nel posteriore del padiglione auricolare, in modo che la cartilagine risulta più esposta e può essere rimodellata. Infine, si procede con il ripristino dell’antelice e la correzione della conca.
Attraverso delle incisioni dietro alle orecchie la cartilagine viene esposta e viene rimodellata.

I punti di sutura vengono tolti dopo 8-10 giorni dall’intervento.
Una medicazione compressiva viene tenuta per alcuni giorni dopo l’intervento e poi sarà necessario indossare una fascia elastica per altri 15 giorni, segue la ripresa di tutte le normali attività.
Periodo post-operatorio intervento di otoplastica e risultati
L’operazione da risultati valutabili dopo circa sei mesi, con il vantaggio di avere riscontri stabili e definitivi.
Il risultato finale dell’orecchio è quasi sempre stabile e definitivo.
Le complicazioni sono rappresentate da sanguinamento infezioni cicatrici ipertrofiche o cheloidi.
Il periodo post-operatorio presenta dei fastidi e dolori che possono essere tranquillamente attenuati grazie all’uso di antidolorifici che sarà il medico stesso a prescrivere. Nella prima settimana dell’intervento, bisognerà comunque tenere una medicazione che, una volta tolta, sarà sostituita da una fascia elastica per circa quindici giorni. I punti di sutura, invece, saranno tolti dopo una decina di giorni dall’intervento.
Prezzi e costi otoplastica
Il costo medio dell’otoplastica è, come sempre, influenzato da parecchi fattori che è difficile elencare. Tuttavia, considerando il compenso del chirurgo e dei suoi collaboratori, il costo della clinica e i materiali usati, il prezzo della otoplastica è mediamente compreso tra 2.000 e 4.000 Euro
Vedi ulteriori approfondimenti e risorse di otoplastica
Foto prima e dopo otoplastica

Di seguito riportiamo, a titolo puramente informativo, alcuni link di siti web, dove è possibile trovare alcune immagini e foto dei risultati prima e dopo otoplastica.
Ricordiamo che il presente sito otoplastica.jdm.it non è in alcun modo collegato con i siti di seguito elencati, e non è responsabile dei loro contenuti:

Intervento Criolipolisi a Roma – a chi conviene rivolgersi?

Nata in America grazie a dei ricercatori del Massachusetts General Hospital e dell’Harvard Univertsity, la CRIOLIPOLISI è diventata in breve tempo un must per ridurre efficacemente il grasso localizzato.

Il termine CRIO deriva dal greco kryos che significa “ghiacchio” ed è proprio il freddo che viene utilizzato da un’apparecchiatura sofisticata (Criolipotermic) per eliminare l’adipe in eccesso.

CRIOLIPOLISILe cellule, infatti, sono molto più sensibili al freddo rispetto ad altre strutture anatomiche presenti nella regione trattata, quale cute, derma, vasi, nervi, muscoli, le quali raffreddate vanno incontro ad un processo di lisi spontanea lebta e graduale definito “APOPTOSI”.  IL TERMINE APOPTOSI INDICA UNA FORMA DI MORTE DELLE CELLULE PROGRAMMATA.

In seguito a questo processo le cellule adipose vengono eliminate attraverso due vie il fegato e tubo gastroenterico e il sistema linfatico.

Questa metodologia è approvata dalla FOOD AND DRUG ADMINISTRATION e dall’AMERICAN ACCADEMY OF COSMETIC SURGERY,l’associazione dei dermatologi e chirurghi estetici Usa.

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO DI CRIOLIPOTERMIC

Si cosparge di gel la zona da trattare e poi viene applicatCRIOo uno speciale manipolo che raffredda selettivamente la zona trattata.

In questo modo le cellule grasse (adipociti) che si trovano nel tessuto sottocutaneo essendo estremamente sensibile al freddo si degradono realizzando il processo di CRIOLIPOLISI SELETTIVA direttamente pre cristallizazione, generando l’apoptosi della cellula, con liberazione dei lipidi da 2 a 8 settimane, indirettamente per la lipolisi provocata.

Il trattamento è assolutamente indolore, il paziente avverte un fastidio di alcuni minuti dovuto alla sensazione di abbassamento della temperatura periferica. Dopo la sessione del trattamento si puo verificare un arrossamento e una sensazione di ipersensibilità della zona tratta che svanisce nell’arco di qualche ora. Il paziente dopo il trattamento può tornare alle sue normali attività senza alcun disagio. In alcuni casi si puo verificare qualche ematoma che si riassorbe nell’arco di 1-2 giorni. Le sedute da effetuare per zona sono un minimo di 4 a un massimo di 8 della durata di 15 minuti per area da eseguire ogni 18 giorni.

Lifting del viso a Roma – Dove andare?

Il Lifting del Viso per il Ringiovanimento Consigli e Prezzi

by admin ·

Il lifting del viso è la tecnica di chirurgia estetica più praticata al mondo dopo quella di liposuzione. Permette il rimodellamento facciale per eliminare rughe, avvallamenti, migliorare una pelle cadente dando tono e vigore a tutto il volto. La procedura è altamente invasiva e viene pratica da un chirurgo plastico che si serve di un equipe medica e di un’anestetista.

Gli effetti del lifting del viso sono permanenti anche se ovviamente il decadimento fisico decorre nuovamente dal momento in cui si termina la procedura chirurgica. Oggi vi descriveremo come avviene l’operazione , quale è la sua durata, quale inestetismi cutanei migliora, chi sono i candidati ideali ed i prezzi di un lifting facciale.
Il candidato ideale per un lifting

I migliori candidati per il ringiovanimento facciale hanno innanzitutto un’aspettativa realistica di quello che possono ottenere e sono disposti a seguire le istruzioni pre e post-operatorie fornite dai loro chirurghi plastici. Non c’è un’età minima ma sarebbe meglio interessarsi a questa procedura passati i 40-45 anni. Possono sottoporsi all’ intervento sia uomini che donne.

Dopo una consulenza faccia a faccia il medico può indicare come e dove intervenire, sconsigliando o rimandando anche l’intervento se non fosse necessario o se una procedura alternativa potrebbe essere preferibile.

I candidati ideali per l’intervento presentano alcuni tratti importanti. Di seguito è riportato un elenco :

elasticità della pelle : un buon candidato avrà la pelle che conserva parte della sua naturale elasticità e flessibilità. Questo è importante perché, durante la procedura, il chirurgo stringe la pelle del viso per ridurre la comparsa di rughe. Il successo della procedura chirurgica dipende anche dal tipo di cute del paziente che dovrà adattarsi al nuovo contorno viso.
Una buona struttura ossea : un buon candidato non deve avere problemi ossei, soffrire ad esempio di osteoporosi perchè devono fornire sostegno.
Aspettative giuste : il paziente deve essere concreto e  realista, non deve pensare ad esempio di non presentare nemmeno una ruga a 60 anni. Si otterrebbe un effetto falsato, grottesco che non aiuta a ringiovanire.
Buona salute generale : un buon candidato sarà generalmente sano, non deve presentare cardiopatie, meglio se non fumatore. Un lifting è una procedura invasiva che richiede tempi significativi per il recupero, quindi è essenziale che il paziente sia fisicamente preparato per la chirurgia.

Come avviene l’operazione di Lifting

la parola “lift” in inglese significa “tirare“. Poprio di questo si tratta, tirare la pelle per renderla più liscia. Fate una prova davanti lo specchio. Con le due mani tirate verso le orecchie la cute del viso. Le rughe spariscono vero? I chirurghi plastici fanno proprio questo, tendono pelle e muscoli aggrappandoli a delle graffette invisibili poste dietro orecchie e capelli.

Sembra strano, ma la procedura chirurgica di lifting consiste proprio in questo intervento, ovvero uno “scollamento” della pelle e anche dei muscoli della fronte e di quelli posti alla radice del naso che vengono poi portati verso l’alto e ancorati al cuoio capelluto. Vedi : http://www.liftingviso.com/che-cose-un-lifting-viso/

lifting-facciale

Il lifting può essere totale o parziale, ovvero può concentrarsi su tutto il volto o solo su una sua parte, ad esempio sulla fronte, sulla parte bassa, in questi ultimi casi parliamo di miniliting.

Prima dell’operazione devono essere fatte una serie di analisi, al pari di quello che avviene per un’operazione chirurgica sia per l’anestesia, si per l’atto operatorio in sè. Quindi analisi sangue, urine, lastra al torace, elettrocardiogramma ecc per valutare la funzionalità del cuore, del fegato, dei reni, assetto della coagulazione del sangue. L’anestesia, nella maggiorparte dei casi, è totale.

Il decorso post operatorio non è cortissimo. Nei primi due giorni si sta a casa fermi, con la testa fasciata. Dopo si possono riprendere le “normali” attività senza fare docce o bagni. Dopo 10 giorni si rimuovono i punti di sutura e si dovrebbe avere un volto più normale senza ecchimosi e lividi tipici dei primi giorni. Dopo un mese si è completamente in grado anche di tornare ad attività sportive.
Quanto costa un lifting del viso e del collo

Il costo è influenzato da una serie di fattori. Innanzitutto dal professionista che esegue l’operazione. Il chirurgo estetico è un libero professionista, per cui la sua parcella è libera. Un prezzo medio per un lifting facciale completo è di 5000-6000 euro, con punte di 10mila euro. Dipende anche in che città il chirurgo opera. Nei grandi centri del sud Italia, ad esempio Catania, Bari, Napoli si risparmia sicuramente rispetto a realtà come Roma, Bologna, Milano o Torino.

Un “cheek” lift ovvero un lifting solo per le guance costa meno, circa 3000-4000 euro. Se il lifting è associato anche ad una blefaroplastica, ovvero intervento per le rimozione di borse sotto gli occhi, il prezzo sale.
Lifting viso senza Bisturi

si tratta di utilizzare filler dermali per “rimpolpare” il viso, nessuna procedura chirurgica utilizzata. I filler più utilizzati sono l’acido ialuronico per le rughe, l’acido polilattico ed il collagene.

Hannno tutti un comune denominatore però, gli effetti limitati nel tempo. Mentre la procedura chirurgica di lifting riesce a ringiovanire un viso spostando le lancette indietro nel tempo di 10 – 20 anni, con i filler dermali gli effetti durano da 4 a 10 mesi, dopodichè tutto torna come prima. Questo perchè questi materiali vengono, in maniera naturale, riassorbiti dal corpo umano. E’ anche un bene, perchè se gli effetti non sono quelli desiderati, possiamo star sicuri che alla fine tutto tornerà come prima.

I filler dermali vengono utilizzati per le rughe del viso, per riempire labbra e zigomi, per ridare tono a guance cadenti. Il prezzo è di circa 200-300 euro per trattamento.

La tossina botulinica, il botox, è invece un prodotto molto utile per le rughe glabellari e per il contorno occhi. Viene anch’esso iniettato e blocca i nervi della zona interessata in modo da tendere la pelle.
Lifting viso Naturale

ci sono nuovi trattamenti che vengono paragonati ad un lifting naturale. Ovviamente è solo la definizione che è tale. Un lifting può essere solo chirurgico per avere risultati di ringiovanimento.

In ogni caso buoni risultati li danno i seguenti trattamenti:

Biostimolazione: si tratta di un auto trapianto di sangue autologo. Nelle piastrine esistono importanti fattori di crescita. Il proprio sangue viene prelevato, trattato, arricchito e poi iniettato di nuovo in circolo.  Si viene a creare un substrato nutriente per i fibroblasti, quelle cellule che generano il collagene, responsabile dell’ elasticità della pelle.
Iniezioni di vitamine: Vitamina C, Vitamina E, e le Vitamine del gruppo B sono responsabili della salute della pelle. Insieme ad altre sostanze rivitalizzanti, come acido ialuronico, rendono più liscia la pelle contribuendo al ringiovanimento.
Peeling: si tratta di un’esfoliazione della pelle tramite prodotti chimici come l’acido glicolico e mandelico. La pelle viene così levigata e pulita. Si riesce a migliorare l’aspetto del viso eliminando le piccolissime rughe superficiali.

Blefaroplastica Roma – Dove andare?

La Chirurgia non Ablativa nasce nel 1989 da una intuizione innovativa del dottor Giorgio Fippi dettata dall’esigenza di intervenire su alcune patologie cutanee e inestetismi, senza ricorrere a tecniche cruente,evitando il rischio connesso agli interventi condotti con la chirurgia tradizionale.
“Chirurgia non Ablativa” è una definizione antitetica (ossimoro) data dal suo ideatore a una Tecnica Innovativa che ha rivoluzionato la Chirurgia Dermatologica e l’Estetica.

Studio Clinico sulla Blefaroplastica non Ablativa – Non Ablative Blepharoplasty .

Premesse

La Chirurgia non Ablativa è un ossimoro che descrive una tecnica Medico Chirurgica che permette di contrapporsi alla Chirurgia Ablativa classica.

Il termine Chirurgia  letteralmente significa “operare con le mani” ovviamente mediante strumenti adeguati ed è sempre stata cruenta.

La chirurgia non ablativa invece è volta a semplificare  gli interventi di chirurgia tradizionale, sia in campo dermatologico sia in campo estetico operando in modo incruento senza incidere i tessuti e senza ricorrere a iniezioni di anestetico o a punti di sutura.

Premesso che la Chirurgia non Ablativa e le apparecchiature idonee a praticarla sono frutto di un lungo studio in continua evoluzione dal 1974 quando fu concepita per la prima volta.

Questa metodica con dei piccolissimi puntini di sublimazione è in grado di accorciare la cute in eccesso senza ricorrere al bisturi e senza assottigliare la cute, con una tecnica indolore e senza sanguinamento.

Anche la blefaroplastica non ablativa, come dice lo stesso nome, non ricorre al bisturi tradizionale, al radio bisturi o al laser per rimuovere la cute in eccesso, evitando così tutti i rischi connessi con l’intervento condotto con la Chirurgia tradizionale.

Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “Dinamica” in quanto permette all’operatore di invitare il paziente ad aprire e chiudere gli occhi durante il trattamento, mettendo così in evidenza le pliche di cute ancora da trattare.

Per comprendere in modo corretto la Blefaroplastica non Ablativa è necessario fare un breve cenno di anatomia e fisiologia delle palpebre.

Le palpebre sono delle strutture cutaneo – membranose che ricoprono gli occhi, li proteggono dalla luce eccessiva, dagli agenti atmosferici e svolgono molte funzioni essenziali .

Sono costituite da due facce, una interna ricoperta da una membrana mucosa che contribuisce alla formazione del sacco congiuntivale e una esterna cutanea.

Sotto la cute palpebrale si trova il muscolo di Muller o “Tarsale Superiore” che permette i movimenti delle palpebre.

Le palpebre sono provviste di ghiandole lacrimali e ciglia che con il loro movimento distribuiscono il liquido lacrimale evitando la disidratazione della cornea.

Esternamente la palpebra è costituita da cute molto sottile al disotto della quale si trova il connettivo sottocutaneo.

Più in profondità troviamo lo strato muscolare con il connettivo sottomuscolare internamente rivestito dallo strato congiuntivale.

Il muscolo elevatore della palpebra ha come antagonista il muscolo orbicolare ed entrambi contribuiscono all’ammiccamento fisiologico che svolge un ruolo essenziale nel mantenere idratate le strutture a contatto con l’atmosfera.

I tarsi palpebrali sono costituiti da tessuto fibroso molto compatto che fa da sostegno alle pliche palpebrali e arriva fino al bordo palpebrale.

Il tarso palpebrale superiore è adiacente al muscolo tarsale superiore, sulla sua superficie anteriore si connette l’aponeurosi del muscolo elevatore superiore delle palpebre.

Quando alcune di queste strutture tendono a modificarsi per sollecitazioni meccaniche, per dimorfismi presenti alla nascita, per invecchiamento cutaneo e per abitudini posturali, è richiesto un intervento medico o chirurgico per  correggere o ripristinare i rapporti fisiologici di dette strutture.

La blefaroplastica è uno degli interventi più richiesti sia per ragioni estetiche sia per ragioni funzionali.

Per correggere gli inestetismi palpebrali con la chirurgia tradizionale, è necessario praticare un’anestesia locale o, in alcuni casi, l’anestesia totale, mettere punti di sutura, asportare la cute in eccesso, rimuovere i punti e fare medicazioni e controlli.

Sono sempre meno le persone che si rivolgono alla chirurgia tradizionale per gli inestetismi palpebrali sia per i rischi connessi all’intervento sia per gli effetti collaterali indesiderati sia per il post operatorio particolarmente pesante.
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Scopo dello Studio Clinico

1) Valutare la possibilità di trattare le alterazioni delle strutture periorbitarie senza ricorrere a tecniche cruente.

2) Verificare la durata nel tempo dei risultati ottenuti con una tecnica non invasiva realizzabile senza intervento tradizionale grazie a uno strumento realizzato a questo scopo.

Questo strumento è costituito da tre manipoli generatori di plasma, ciascuno dei quali con caratteristiche diverse e specifici per il tipo di cute palpebrale su cui agire.

Questo strumento rende possibile la Chirurgia non Ablativa che permette di evitare anestesia, di asportare cute, di mettere punti, doverli rimuovere e rischiare effetti collaterali indesiderati.

Uno degli obiettivi della ricerca è quello di realizzare un protocollo standardizzato per ottenere un risultato sicuro e perfettamente ripetibile.

Il protocollo standardizzato prevede:

1) Una corretta anamnesi.

2) Una valutazione delle esigenze del paziente.

3) La scelta della condotta da seguire.

4) La conoscenza degli strumenti della Chirurgia non Ablativa.

5) La corretta ottemperanza alle regole da seguire da parte del paziente.

La Chirurgia non Ablativa, praticata da oltre vent’anni dal suo ideatore, il dottor Giorgio Fippi, presenta una enorme casistica clinica, pubblicazioni nazionali e internazionali, articoli di stampa e è diventata materia di studio in Master Universitari Nazionali e Internazionali di secondo livello.

L’assenza di effetti indesiderati e l’estrema sicurezza del trattamento effettuato da mani esperte, hanno contribuito al grande successo della Blefaroplastica non Ablativa che, negli ultimi anni è stata scelta come metodica preferendola alla blefaroplastica chirurgica tradizionale.

Con questa tecnica di Chirurgia non Ablativa non si hanno ematomi, “orecchie di cane” (eccessi di cute che residuano lateralmente alla sutura), asimmetrie, sguardi “spiritati” o peggio il tanto temuto lagoftalmo (incompleta chiusura della rima palpebrale).

Con la #Blefaroplastica non ablativa, praticata secondo certe linee guida imprescindibili, la cute in eccesso sulla palpebra non viene tagliata e asportata, come nell’intervento tradizionale, ma fatta accorciare riportandola allo spessore originario semplicemente facendo sublimare le cellule morte dello strato corneo superficiale.

Per sublimazione si intende il passaggio diretto dallo stato solido a quello gassoso o aeriforme.

Con questo strumento in grado di far sublimare lo strato corneo superficiale concentrando il microplasma si ottengono risultati altrimenti impossibili con altre tecniche.

Lo strumento è costituito da tre diversi manipoli generatori di plasma, ciascun manipolo è in grado di ottenere, senza toccare la cute, un micro plasma convogliato adeguato a ogni distretto cutaneo anche se della stessa area anatomica.

Ciascuno di questi spot, sublima i corneociti superficiali senza coinvolgere la lamina basale e senza causare sanguinamento ma, principalmente, senza causare alcun danno necrotico ai tessuti circostanti e sottostanti.

Grazie al microplasma convogliato generato dal manipolo idoneo al tessuto da trattare, siamo in grado di ottenere dei piccoli spot, ciascuno di 500 micron; questi spot saranno distanziati tra loro in modo diverso per ottenere risultati adatti alla tipologia di intervento.

Sono questi microscopici punti che disposti in un certo modo fanno riassumere alla cute palpebrale il corretto spessore riducendone gli esuberi.

Il risultato è immediato, la seduta dura al massimo tre minuti, non c’è sangue in quanto non oltrepassiamo la lamina basale e non si arriva mai al derma dove sono presenti i capillari ematici.

Il risultato ottenuto è visibile immediatamente e si manterrà per anni.
Appena terminata la seduta si apprezza la perfetta plasticità del movimento palpebrale.

Come per tutti gli interventi di Blefaroplastica non ablativa, non si hanno cicatrici o asimmetrie, il colorito rosato della parte trattata, visibile al controllo effettuato 28 giorni dopo, si normalizza nei giorni successivi e non si ha abbassamento del sopracciglio che conferirebbe il classico aspetto triste di alcuni interventi di blefaroplastica tradizionale.

Se la parte da trattare è particolarmente estesa si potrebbe avere un edema che comparirà il giorno dopo e che potrebbe durare circa due giorni.

Per evitare questa evenienza, tutto sommato trascurabile rispetto ai vantaggi, è opportuno effettuare il trattamento in due o più sedute e far applicare una

glucidica osmoticamente attiva.

Comunque l’eventuale edema post trattamento, è facilmente gestibile effettuando sedute meno impegnative e può essere ridotto o evitato, applicando subito dopo la seduta una pasta glucidica che si prepara sciogliendo un cucchiaio di zucchero a velo con un cucchiaino di acqua eventualmente aggiungendo tre o quattro gocce di collirio al benzalconio e nafazolina.

Come per tutti gli interventi di chirurgia non ablativa effettuati sulle palpebre o vicino agli occhi, dovremo osservare le seguenti precauzioni:

1) Se non necessario evitare di anestetizzare la parte.

2) Non applicare alcun tipo di medicazione, tranne l’utilizzo di un collirio a base di benzalconio al solo scopo di disinfettare la parte visto che non si ha sanguinamento.

3) Il paziente dovrà lavarsi come sempre, asciugare la parte tamponando con un fazzoletto di cotone, avendo l’accortezza di non strofinare.

4) Applicare alcune gocce di collirio al benzalconio, non nell’occhio ma sulla parte trattata.

Per effettuare in modo corretto la Blefaroplastica non ablativa è necessario considerare il tipo di tessuto su cui intervenire per scegliere i manipoli idonei al tipo di cute da trattare, applicarvi il puntale appropriato, stabilire le linee di accorciamento e lo spessore che dovremo far assumere al tessuto.

Ovviamente cambiano le energie in gioco in base al manipolo e il puntale utilizzato.

Allo scopo di evitare di cedere energia al sottocutaneo, che gonfiandosi subito ci impedirebbe di armonizzare lo sguardo del paziente, utilizzeremo degli spot con energia bilanciata ottenuti con i manipoli e i puntali idonei al tipo di cute su cui interverremo.

Si ipotizzeranno dei vettori di trazione con caratteristiche diverse (spessore e larghezza dell’area da trattare) e si sceglierà il manipolo e il puntale idoneo.

Si tratteranno prima le aree cheratosiche cercando di armonizzare il più possibile lo sguardo rendendo il solco palpebrale superiore parallelo all’orbita superiore a alla rima palpebrale (dove sono presenti le ciglia).

Essendo i tessuti palpebrali molto delicati, per evitare edemi eccessivi, è consigliabile trattare la palpebra in più sedute e comunque dopo aver fatto un test su una piccola area per verificare sia la sensibilità della parte sia la capacità del paziente di eseguire alla lettera quanto consigliato per il post trattamento.

Normalmente si effettuano quattro sedute anche se in molti casi (paziente collaborante e palpebra appena sensibile) può bastare una sola applicazione.

Fondamentale il manipolo adatto a quella tipologia di trattamento.

La visita per poter effettuare una corretta Blefaroplastica non ablativa, prevede una attenta anamnesi e una valutazione semeiologica delle aree da trattare.

Si dovranno considerare attentamente le posizioni dei globi oculari per escludere qualsiasi coinvolgimento tiroideo nella genesi dell’inestetismo.

Una protrusione di un globo oculare rispetto al contro laterale ci dovrebbe far sospettare una tiroidite o altra patologia tiroidea.

Un occhio più aperto, molte volte, è dovuto a questo tipo di problematica.

La palpebra dell’occhio meno infossato sembra più distesa e spesso il paziente considera antiestetico l’occhio normale contro laterale che presenta la cute palpebrale meno distesa.

Imprescindibile inviare il paziente allo specialista che nella maggioranza dei casi ci confermerà la diagnosi.

Escluso qualsiasi patologia connessa, chiediamo al paziente se ha l’abitudine di stropicciarsi gli occhi, se utilizza dei prodotti struccanti con cui stira la cute palpebrale, se soffre di prurito agli occhi o se presenta eccessiva lacrimazione.

Ma ora veniamo alla parte pratica per decidere come intervenire per ottenere un risultato perfetto e estremamente naturale, senza mai stravolgere l’armonia dello sguardo del soggetto.

Mediante un “palper” (perno metallico arrotondato alle estremità) dovremo simulare le linee di trazione da esercitare per correggere la lassità cutanea.

Evidenziare le parti dove accorciare la cute aumentandone lo spessore e dove, invece, limitarci ad accorciarla senza incrementarne lo spessore.

Una volta studiato il problema, se è il caso simulando i risultati da raggiungere con il computer mediante programmi di video grafica, inizieremo il trattamento.

Gli spot dovranno essere effettuati mediante il Plexer (Plasma exeresi) con il manipolo appropriato al tipo di cute palpebrale, considerando le aree dove limitarci ad accorciare i tessuti e le aree dove aumentarne lo spessore armonizzando le linee di forza da applicare.

Ogni palpebra presenta delle zone di diversa conduttanza termica e con diverso spessore dello strato corneo dovuto a sollecitazioni meccaniche o dalla diversa distribuzione dei tessuti epidermici.

Materiali e metodi

La ricerca è stata effettuata su 8 soggetti di sesso femminile di età compresa tra i 25 e i 65 anni e 4 soggetti di sesso maschile di età compresa tra 30 e 75 anni.

Tutti afferenti ai miei Ambulatori e alle Cliniche dove svolgo lezioni teoriche e pratiche.

La diagnosi alla visita iniziale è stata formulata valutando la differenza di apertura tra i due occhi facendo aprire e chiudere le palpebre per evitare falsi positivi.

Sono state valutate: l’anatomia delle orbite, i rapporti tra le pliche palpebrali, la distanza della plica palpebrale tra ciglia e sopracciglia.

È stato valutato lo stato dei tessuti periorbitari compresa la presenza di rugosità e lassità zonali.

Valutato di quanto la pelle rilassata della palpebra superiore si avvicina alle ciglia e se contribuisca a far ridurre la luce pupillare appoggiandovisi sopra.

È stato considerato l’eventuale abbassamento del sopracciglio evidenziabile semeioticamente spingendolo verso l’alto per evidenziare se sia presente la ruga sopraccigliare da eccesso di cute.

È stata presa in considerazione la forma degli occhi, lo spessore della cute palpebrale e la presenza eventuale di borse adipose.

La diagnosi differenziale tra un accumulo di grasso o di liquidi palpebrali si effettua facendo applicare al paziente per due ore sulla parte la pasta osmotica glicidica.

Se la borsa palpebrale si riduce o scompare è dovuta a liquidi e può essere trattata con la

Chirurgia non ablativa in meno di un minuto per palpebra.

Se la borsa palpebrale non si modifica con la pasta glicidica, prima di intervenire, dovremo effettuare la lipo apoptosi per ridurre la spinta adiposa e successivamente ricorrere alla Chirurgia non ablativa.

Questo evita di sottoporre il paziente alla asportazione della borsa adiposa per via trans congiuntivale.

Prima di intervenire è stata effettuata una anamnesi accurata, valutando eventuali patologie con risvolti oftalmici tipo tiroiditi e controllando accuratamente la presenza di nei o patologie cutanee che possano alterare il risultato estetico dell’intervento.

È stato chiesto se siano stati assunti farmaci nei sei giorni precedenti il trattamento.

Ora, per intervenire correttamente con l’energia preimpostata sono stati ipotizzati dei vettori di trazione con caratteristiche diverse (spessore e larghezza dell’area da trattare) e ho scelto il manipolo e il puntale idoneo.

Ho trattato prima le aree cheratosiche cercando di armonizzare il più possibile lo sguardo rendendo il solco palpebrale superiore parallelo all’orbita superiore a alla rima palpebrale (dove sono presenti le ciglia).

Durante la prima visita ho effettuato un test su una piccola area per verificare sia la sensibilità della parte sia la capacità del paziente di eseguire alla lettera quanto consigliato per il post trattamento.

I pazienti di questa ricerca sono stati trattati al massimo con quattro sedute anche se in molti casi, paziente collaborante e palpebra appena sensibile, è stata sufficiente una sola applicazione.

Fondamentale, ripeto, è stato il manipolo adatto per quella tipologia di paziente.

Il trattamento di Blefaroplastica non Ablativa è stato strutturato in tre fasi:

a) Visita test

b) Prima seduta

d) Controllo o eventuali altre sedute.

Durante la prima vista è stato effettuato il test con la tecnica dei 5 punti solo sulla palpebra più calante o con maggiore quantità di cute.

La prima seduta è stata eseguita effettuando una serie di 30 spot su entrambe le palpebre.

Le eventuali sedute successive sono state eseguite con un numero di spot uguali alla prima seduta nei casi di cute sensibile altrimenti si sono effettuati fino a 100 spot per parte.

Come manipolo è stato utilizzato il meno energetico ma con plasma concentrato nel caso di cute non cheratosica e l’intermedio con microplasma super focalizzato nel caso di cute cheratosica.

DISCUSSIONE

Sono state rilevate variazioni significative dei risultati ottenuti in base all’età di insorgenza della lassità cutanea e alla quantità di tessuto da trattare.

I risultati hanno messo in evidenza che quantità limitate di tessuto da correggere rispondono in una sola seduta e in certi casi la soddisfazione del paziente è già notevole avendo effettato il solo test con 5 punti.

Nel caso di ptosi palpebrale e nei casi di prurigo palpebrale abbiamo osservato una riduzione della durata dei risultati ottenuti nei mesi successivi a causa delle sollecitazioni meccaniche dovute allo strofinio della parte.

In tutti gli altri casi, la maggioranza, i risultati si sono mantenuti per anni senza necessità di ritocchi.

Le differenze di genere no sono state rilevate in quanto il successo della tecnica utilizzata è stata superiore al 90% in entrambe i sessi.

Alcune situazioni comportamentali hanno fatto rilevare che la maggior incidenza di recidive era dovuta all’utilizzo di struccanti e alla applicazione di altri cosmetici per il contorno occhi non idrosolubili.

Regole fatte osservare per la Medicazione.

1) Lavare la parte trattata con acqua e sapone tipo marsiglia solido mai detergenti liquidi o struccanti.

2) Asciugare tamponando delicatamente senza strofinare, con un fazzoletto di cotone o un asciugamano non goffrato, mai con fazzolettini di carta o con garza sterile.

3) Disinfettare la parte trattata delle palpebre tre volte al giorno con collirio a base di benzalconio e nafazolina applicandolo sulla cute con il polpastrello, non con ilo cotone o garza.

4) Proteggere con fondotinta fluido applicandone uno spessore idoneo (un millimetro) solo sulla parte interessata, evitando di sfumarlo con le dita.

5) Non deve essere coperta con cerotti, per la possibilità di macerazioni, distacco prematuro della crosta con possibili danni da cicatrizzazione errata, sensibilizzazioni, infezioni, non si deve applicare mai crema protettiva, solo il fondotinta di cui sopra.

6) Non devono esservi applicati medicamenti o cosmetici. (proibite tutte le creme antibiotiche, cortisoniche e lenitive o protettive incluse le omeopatiche)

7) La crosta non deve assolutamente essere asportata; Cadrà da sola dopo 7-20 gg altrimenti si rischiano avvallamenti e irregolarità della cute.

8) La parte trattata deve essere protetta immediatamente dopo il trattamento dalle radiazioni ultraviolette sia all’aperto sia in casa (Sole, Monitor del computer, Lampade al Neon e Fluorescenti, rivelatori di banconote false, Lampade di Wood in discoteca, Sorgenti di luce a LED, Catalizzatori UVB per ricostruzione unghie, Catalizzatori UVB per odontoiatria)

9) Il fondotinta fluido deve essere applicato sia quando è presente il carbone da sublimazione, impropriamente chiamato “crosta” sia in seguito, per evitare la formazione di discromie (macchie scure della pelle o aree di colore diverso da quello della pelle circostante.), utilizzando solo i consigli al punto 4. (Finché la parte resta rosa c’è rischio di macchia!)

10) L’uso del fondotinta, mai di protezione solare, deve essere continuato finché perdura la colorazione rosa che in soggetti predisposti, potrà durare a lungo. – Il fondotinta che dovesse restare sulla parte dopo averla asciugata, non deve mai essere rimosso; potrà essere integrato con un’altra applicazione dello stesso fondotinta fluido.